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Marketing

Come fare una brochure aziendale?

Michele Caddeo · ·

Una brochure aziendale presenta l’azienda, o una sua linea di prodotti, a chi deciderà quando tu non ci sei. In copertina va una riga con le parole del cliente, dentro una pagina per prodotto con i dati sempre nello stesso ordine, sul retro il nome di chi chiamare. Per una fiera basta anche un pieghevole A4 a tre ante. Se preferisci farla fare, la scrivo e la impagino io, fino al file per la tipografia, come il catalogo da 128 pagine di Ecoprogetti.

In breve

  • A decidere se è una brochure o un catalogo è il contenuto: con tutti i prodotti e le loro schede è un catalogo.
  • Con le graffette le pagine vanno a gruppi di quattro: undici prodotti, con copertina, presentazione e retro, diventano un opuscolo da 16.
  • Canva, Adobe Express e Word bastano per un pieghevole; un catalogo con decine di schede chiede un programma di impaginazione.
  • A ottobre 2026 una tipografia online stampa 500 brochure A4 da 16 pagine per 324,76 euro più IVA.
  • Ogni tipografia vuole il file a modo suo: 3 mm di abbondanza per Pixartprinting, 2 per Stampaprint.

Chi prende una brochure aziendale la sfoglia di fretta, in fiera o fra due riunioni. In questa guida segui la realizzazione di una brochure passo per passo, dai testi al file per la tipografia.

È lo stampato con cui l’azienda si presenta a un cliente, o all’ufficio acquisti di un’altra azienda.

La parola indica due oggetti. Il pieghevole è un foglio solo, piegato in due o in tre, che il vocabolario Treccani chiama dépliant. L’opuscolo è fatto di pagine tenute insieme, di solito, da due graffette, e per Treccani brochure vuol dire proprio “opuscolo di poche pagine”.

Il catalogo è un opuscolo con dentro tutti i prodotti, ognuno con la sua scheda. A decidere il nome è quello che ci metti.

Un’azienda di serramenti, per esempio, può fare una brochure solo per le finestre in legno, pensata per chi ristruttura una casa d’epoca. Spiega il legno e la posa, e in fondo dice chi chiamare. Il catalogo invece tiene tutte le finestre e le porte, e chi lo apre ci cerca una cosa precisa.

Da dove comincia la realizzazione di una brochure?

Dai testi. La grafica viene dopo, perché ogni testo cambiato a impaginazione fatta è un giro in più con chi impagina. In ordine:

  • A chi va e dove la darai. In fiera, nelle visite dei venditori, per posta: da qui dipendono il formato e le copie.
  • La scaletta pagina per pagina, con i testi finiti e le foto scelte.
  • Le pagine e il formato, contati sulla scaletta.
  • L’impaginazione, fatta da te su un modello o da un grafico.
  • Il file per la tipografia e la prova di stampa. Poi la tiratura, e un PDF leggero per l’email e il sito.

Cosa scrivere in una brochure aziendale

Quello che serve a chi la riceve per scegliere te, e per sapere chi chiamare. Chi apre un catalogo va dritto all’indice e cerca la sua pagina: alla storia dell’azienda basta una pagina, il resto è dei prodotti. Pagina per pagina:

  • Copertina. Il marchio, una foto e una riga con le parole di chi la riceve, come “impianti di riscaldamento per case e condomini” per un installatore. Il nome dell’azienda sta già nel marchio, la riga dice cosa fai. In fiera la copertina si guarda per pochi secondi, e quella riga deve bastare.
  • Presentazione. Chi è l’azienda in poche righe, con i numeri scritti in cifre (anni di attività, paesi in cui vende) e le certificazioni con il loro nome.
  • Una pagina per prodotto, con le informazioni sempre nello stesso ordine, così chi compra sa dove guardare. Nel catalogo di un caseificio ogni formaggio ha la foto, la stagionatura, i formati e il codice per ordinarlo. Fotografalo mentre si usa, appena tagliato sul tagliere, oltre che intero in posa.
  • Se vendi un servizio, una pagina per servizio: cosa fai, per chi, cosa ha in mano il cliente alla fine, come si comincia.
  • Le prove. I clienti che ti lasciano citare, le garanzie, i numeri che chi legge può controllare.
  • Il retro. Il nome di una persona con telefono ed email, l’indirizzo, il sito, e un invito preciso, come chiedere un campione o un preventivo. Un QR code porta alla pagina giusta del sito o al video del prodotto.

Scrivi cosa cambia per chi compra, con un fatto: “si monta senza togliere il vecchio telaio” convince più di qualunque aggettivo sull’azienda. Se vendi ad altre aziende, pensa a chi la sfoglia: il tecnico cerca i dati, il titolare vuole capire con chi ha a che fare. Ognuno deve trovare la sua pagina.

E i numeri devono essere gli stessi del sito, perché la brochure è quello che il venditore lascia in mano al cliente. Il 69% di chi compra per un’azienda ha trovato differenze fra le informazioni sul sito di un fornitore e quelle date dal suo venditore (Gartner, 2025).

Pieghevole o brochure a pagine: che formato scegliere?

Con pochi prodotti, il pieghevole: costa meno e si tiene in una mano. Quando i prodotti sono più di quattro servono le pagine. Un A4 piegato in tre ha sei facciate, e tolti copertina e retro ne restano quattro.

I formati, con le misure della tipografia online Stampaprint a ottobre 2026:

  • A4 piegato in tre. Sei facciate, chiuso misura 98 x 210 mm. Le ante si chiudono una dentro l’altra (piega a portafoglio) o a zig-zag (a fisarmonica).
  • A4 piegato a metà. Quattro facciate in formato A5, 148 x 210 mm.
  • A3 piegato a metà. Quattro facciate in formato A4, 210 x 297 mm.
  • Brochure A5 con le graffette. Sta in borsa, comoda da portare via da una fiera.
  • Brochure A4 con le graffette. C’è spazio per schede tecniche e foto grandi, ed è quella da lasciare sulla scrivania del cliente.

Quante pagine deve avere una brochure?

Conta prima le cose da dire. Metti una pagina per prodotto e aggiungi copertina, presentazione e retro. Hai il numero di partenza.

Poi lo adatti alla rilegatura. Con il punto metallico, cioè le graffette sulla piega, le pagine devono essere un multiplo di 4, perché ogni foglio piegato a metà ne fa quattro. Con undici prodotti arrivi a 14 pagine e ne stampi 16: le due in più diventano l’indice e una pagina di referenze.

Si parte da 8 pagine. Il massimo cambia con la tipografia e con la carta: nel configuratore di Stampaprint una brochure A4 arriva a 80, da Pixartprinting fino a 100, meno con la carta più pesante. Oltre si passa alla brossura, con il dorso incollato, o alla spirale, che si apre del tutto e resta aperta sul banco: comoda per un listino tecnico.

La faccio da solo o la do a un grafico?

Un pieghevole con i testi già scritti e foto buone lo fai da solo, partendo da un modello. Canva e Adobe Express hanno modelli di brochure anche nei piani gratuiti. Word ha i suoi modelli, che si aprono anche in Word per il web, gratis con un account Microsoft.

Il modello non basta più quando il catalogo ha decine di schede che devono restare identiche, tabelle tecniche, foto da scontornare, o quando deve somigliare al sito e agli altri materiali. Lì servono un programma di impaginazione, dove un’unica pagina base tiene uguali tutte le schede, e qualcuno che lo usi tutti i giorni.

È il caso del catalogo di Ecoprogetti che ho fatto io: 128 pagine, e per ogni macchina foto, descrizione, scheda tecnica e video.

InDesign costa 26,64 euro al mese IVA inclusa con l’abbonamento annuale, Affinity è gratis per il singolo utente.

Anche le tipografie online impaginano: Stampaprint prepara il file di un pieghevole A4 a tre ante, con il tuo materiale e le tue indicazioni, per 159 euro più IVA.

Quanto costa stampare una brochure?

Con una tipografia online, da qualche decina a qualche centinaio di euro. Due esempi dal configuratore di Stampaprint, il 20 ottobre 2026, IVA esclusa, con la consegna più lenta, che è la più economica:

  • Pieghevole A4 a tre ante, carta patinata opaca da 170 grammi: 57,15 euro per 500 copie, 73,39 per 1.000 (Stampaprint).
  • Brochure A4 da 16 pagine con le graffette, interni da 170 grammi e copertina da 300: 278,44 euro per 250 copie, 324,76 per 500, 455,03 per 1.000 (Stampaprint).

Per la carta: patinata opaca se vuoi un aspetto sobrio, lucida per colori più brillanti, usomano se chi la riceve ci deve scrivere sopra. Con la carta pesante sotto le graffette entrano meno pagine, e Pixartprinting consiglia di plastificare la copertina perché non si crepi lungo la piega.

Prima della tiratura chiedi la prova: la cianografica mostra dove cade ogni elemento, la prova colore come escono i colori. Da Stampaprint costano 20 euro più IVA per il pieghevole, 40 per la brochure A4.

Come si prepara il file per la tipografia?

Chiedi le istruzioni prima di impaginare. Le tipografie online le mettono nella pagina del prodotto, con un modello da scaricare. Per una brochure con le graffette Pixartprinting chiede, a ottobre 2026:

  • un PDF in scala 1:1, senza password;
  • colori in CMYK, con il profilo Fogra 39;
  • immagini a 300 dpi;
  • 3 mm di abbondanza per lato, cioè il margine che viene tagliato via dopo la stampa;
  • testi ad almeno 5 mm dal bordo e 15 dalla piega centrale, dove stanno le graffette;
  • caratteri incorporati nel PDF, mai sotto i 6 punti.

Stampaprint, per il pieghevole A4, vuole 2 mm di abbondanza e 6 di distanza dal taglio: per questo le misure si chiedono prima. Nel pieghevole tieni il testo lontano dalle pieghe, che lo spezzano.

Stampata o in PDF?

Tutte e due, dallo stesso impaginato. Su carta lo stesso testo si capisce un po’ meglio che su un tablet o un telefono, secondo una meta-analisi del 2024 sul Journal of Educational Psychology. E in fiera la copia stampata resta in mano a chi passa.

Il PDF per la tipografia è pesante. Per l’email e il sito esportane uno più leggero: Gmail accetta allegati fino a 25 MB, e oltre mette al posto del file un link a Google Drive (guida di Gmail).

Quando non conviene stamparla

  • Quando non c’è nessuno a cui darla in mano. Se non vai in fiera e i venditori non visitano i clienti, basta il PDF sul sito.
  • Quando i prezzi cambiano ogni pochi mesi. Stampa la brochure senza prezzi e metti il listino in un foglio a parte, che ristampi quando cambia.

Se preferisci non farla tu, con l’abbonamento hai un solo partner tecnico e creativo per sito, video, comunicazione e grafica. Il catalogo e i materiali per la fiera rientrano nel canone, con il tuo marchio usato sempre allo stesso modo. Costa 4.500 euro al mese per i primi tre mesi, poi 4.000, IVA non applicata, e disdici quando vuoi.

Domande

Le altre domande.

Che differenza c’è fra brochure e volantino?
Il volantino è un foglio solo, senza pieghe, che si distribuisce per un messaggio preciso, come un’offerta o un evento. Il vocabolario Treccani lo chiama “foglietto volante”. La brochure ha almeno una piega o qualche pagina, e lo spazio per presentare l’azienda e quello che vende.
Quante copie devo stampare?
Conta le occasioni dei prossimi mesi: le fiere, le visite dei venditori, le spedizioni ai clienti. Poi arrotonda per eccesso, perché le copie in più costano poco: nell’esempio di prezzo della guida, passare da 250 a 500 brochure aggiunge 46 euro. Se dentro ci sono prodotti che cambieranno presto, stampane meno e ristampa.
Dove trovo esempi di brochure aziendali?
Per lo stile, nelle raccolte di modelli di Canva e Adobe Express, già impaginati. Per il contenuto, nel tuo settore: molte aziende mettono il catalogo in PDF fra i download del sito, e in una giornata di fiera ne raccogli decine. Guarda in quanti secondi capisci cosa vendono, e dove trovi i dati di un prodotto.

Lavori

Alcuni lavori su questo tema.

Il tuo catalogo, pronto per la fiera.

Dai prodotti che vendi ti dico da quante pagine partire e in che ordine metterli.

Michele Caddeo, web designer e videomaker a Schio, in provincia di Vicenza. Chi sono →