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Come si fa la scheda Google My Business (oggi Profilo dell’attività)?

Michele Caddeo · ·

Fa parte di: Cosa deve avere un sito web aziendale per farti scegliere ed essere in regola?

La scheda Google My Business oggi si chiama Profilo dell’attività su Google ed è gratis. La crei o la rivendichi da business.google.com con un account Google, poi Google verifica che l’attività sia tua, per esempio con una telefonata, un’email o un video. Dopo tieni aggiornati orari e foto e rispondi alle recensioni: contano per comparire in alto sulla mappa.

In breve

  • Se la scheda c’è già e la gestisce un altro, ne chiedi la proprietà: se in tre giorni non risponde, la verifichi tu.
  • Gli orari cambiati da altri li vedi in blu: rifiutali entro quattro giorni, o Google può pubblicarli.
  • Google non ti fa mai pagare la scheda al telefono: chi te lo chiede a suo nome non è Google.
  • Nel nome va solo quello che c’è sull’insegna: con le parole chiave in più rischi la sospensione.
  • Le recensioni le chiedi con il link o il QR che trovi nella scheda, mai in cambio di sconti.

Prima di crearla, cerca la tua attività su Google Maps. Spesso la scheda c’è già, anche se non l’hai mai aperta tu: può averla aggiunta un cliente, o chi anni fa ti ha fatto il sito.

La scheda della tua attività esiste già?

Lo capisci dai pulsanti che vedi sulla scheda, su Maps o nella Ricerca.

  • Vedi “Rivendica questa attività”: nessuno l’ha ancora verificata. Scegli “Gestisci ora” e passa alla verifica, come al passo 6 qui sotto (guida di Google).
  • Il pulsante non c’è: la gestisce già qualcuno, e potresti essere tu. Prova a entrare in business.google.com con gli account Google che usi. Se non la trovi lì, vai su business.google.com/add e cerca la tua attività. Se compare “Un altro utente potrebbe gestire questo profilo dell’attività”, scegli “Richiedi l’accesso” e compila il modulo.

Il proprietario attuale riceve un’email e ha tre giorni per rispondere. Se tace, apri l’email di conferma che Google ha mandato a te, scegli “Visualizza richiesta” e poi “Verifica”, e segui i passi. Se ti dice di no, puoi suggerire una modifica alla scheda e fare ricorso contro la decisione (richiedi la proprietà). Google avverte che la richiesta non è sempre possibile. Se lavori solo a casa dei clienti e non hai un negozio o un ufficio, la proprietà la chiedi invece all’assistenza di Google, dal link “contattaci” di quella guida.

Se la scheda l’ha aperta chi ti ha fatto il sito, o un ex collaboratore, la strada più corta è chiedergli di aggiungerti come proprietario, come spiego più sotto.

Come farla, passo per passo

  1. Vai su business.google.com ed entra con un account Google. Va bene anche un indirizzo Gmail aperto per l’attività. Segnati bene quale usi, perché chi ha quell’account ha la scheda.
  2. Cerca la tua attività in “Aggiungi o rivendica la tua attività”. Se compare, torna al paragrafo sopra.
  3. Scrivi il nome che hai sull’insegna. Le linee guida vietano di aggiungere slogan, orari, servizi o indicazioni sul luogo (linee guida). Le parole chiave nel nome aiutano a salire, ed è per questo che tanti le aggiungono. Chi lo fa rischia che Google tolga la scheda dalla Ricerca e da Maps, o ne sospenda l’accesso (profili sospesi, ricorso). Lasciale fuori.
  4. Scegli una sola categoria principale, la più precisa. Google suggerisce di completare la frase “questa attività è…”, e non “ha…”. Per gli altri lavori che fai puoi aggiungere fino a nove categorie secondarie (cosa puoi modificare).
  5. Indirizzo o zona servita. Se lavori a casa dei clienti come un idraulico, togli l’indirizzo e indica le zone: fino a venti, entro due ore di auto dalla sede (zone servite). Le attività solo online non possono avere la scheda (chi può averla).
  6. La verifica. Google ti propone uno dei suoi metodi: telefono o SMS, email, videochiamata in diretta, video da registrare, cartolina con un codice. La revisione richiede fino a cinque giorni lavorativi, e la cartolina di solito arriva entro quattordici giorni (verifica). Mentre la aspetti non cambiare nome, indirizzo o categoria e non chiedere un altro codice, perché quello in arrivo potrebbe non valere più. Nel video riprendi l’insegna o la strada, poi i prodotti o l’attrezzatura, poi una zona dove entra solo chi ci lavora, come il retro o la cassa. Così Google vede che il posto è tuo.
  7. Completa la scheda, come consiglia Google per farti trovare nelle ricerche (ranking locale).

Una scheda completa ha:

  • gli orari, compresi quelli speciali per feste e ferie;
  • la descrizione, fino a 750 caratteri, con cosa fai, per chi e dove (cosa puoi modificare);
  • i servizi o i prodotti, e gli attributi che Google ti propone, come il Wi-Fi o i tavoli all’aperto;
  • foto vere del posto in JPG o PNG, meglio se da 720 per 720 pixel, e video fino a 30 secondi (foto e video);
  • il link al tuo sito.

Se hai più sedi, Google prevede un profilo per ognuna (linee guida). Sul sito dai a ogni sede la sua pagina, con orari e mappa in alto, dove li cerca chi arriva dalla scheda. Poi collega ogni profilo alla pagina della sua sede.

Come correggi orari e foto cambiati da altri?

Su Maps chiunque può suggerire una modifica alla tua scheda, e Google stesso la aggiorna con dati presi da altre fonti. Quando succede, in alto nella scheda compare un avviso e le informazioni cambiate sono scritte in blu.

Hai quattro giorni per accettarle o rifiutarle. Se non rispondi, Google può pubblicarle da solo quando le trova confermate altrove, per esempio sul tuo sito (aggiornamenti di Google). Per questo gli orari giusti vanno scritti anche sul sito. Se lì sono vecchi, danno ragione alla modifica sbagliata.

Per correggere un orario sbagliato, entra con l’account della scheda, aprila nella Ricerca, scegli “Modifica profilo”, cambia l’orario e premi “Salva” (modifica il profilo). Le tue correzioni di solito compaiono in una decina di minuti. A volte Google le esamina prima, e possono servire fino a trenta giorni (modifiche al profilo).

Una foto caricata da un cliente, o una foto che non è del tuo posto, la segnali a Google.

Nella Ricerca apri la scheda, vai su Foto e poi su “Visualizza tutte le foto”, scegli quella sbagliata e premi “Segnala un problema”. Indica il motivo e invia. Google la esamina in qualche giorno lavorativo e decide se toglierla. Segnalala una volta sola, perché le segnalazioni doppie rallentano la revisione (segnalare foto e video).

È gratis?

Sì. Google lo scrive nella pagina del servizio, dove dice che puoi creare il profilo e mostrare la tua attività “senza costi” (Google).

Se ti chiama qualcuno che dice di lavorare “con Google” e ti chiede soldi per la scheda, non è Google. Nella sua guida sulle chiamate sospette Google scrive che non ti chiederà mai i dati di pagamento al telefono (guida di Google).

Puoi pagare qualcuno perché ti aiuti a compilarla bene. Un posto più in alto fra i risultati della mappa invece non lo vende nessuno: Google scrive che non si può né chiedere né comprare (come funziona il ranking locale).

Una volta la scheda ti dava anche un piccolo sito gratuito, con l’indirizzo in business.site, e Google l’ha chiuso nel 2024 (Search Engine Land). Oggi il sito lo fai a parte, e la scheda ci porta. Per un’attività locale spesso bastano le tre pagine di un sito vetrina.

Cosa la fa salire sulla mappa?

Per Google contano la pertinenza, la distanza e l’evidenza. La pertinenza misura quanto la scheda corrisponde a quello che una persona cerca. L’evidenza è quanto sei conosciuto, e qui contano anche i siti che rimandano a te e il numero di recensioni (Google). Sulla distanza puoi fare poco.

Quanto pesa ogni fattore, Google non lo dice. Ci prova Whitespark, un’azienda canadese che vende strumenti e servizi per la ricerca locale, con un sondaggio fra gli esperti del settore: per la classifica 2026 ne ha sentiti 47 (Whitespark). Fra i primi quindici, questi dipendono da te.

  • 1°, la categoria principale della scheda.
  • 3°, le parole chiave nel nome, che però le linee guida vietano (passo 3).
  • 5°, essere aperto quando qualcuno ti cerca. Per questo segna anche gli orari di feste e ferie.
  • 11° e 14°, recensioni recenti, che arrivano con regolarità nel tempo.
  • 15°, nome, indirizzo e telefono uguali sul sito e sulla scheda.
Lista di risultati per “idraulico” accanto a una mappa disegnata. La scheda al terzo posto cambia la categoria principale da Servizi per la casa a Idraulico e sale in cima, mentre il suo segnaposto blu diventa il numero 1. Poi segna gli orari e si accende Aperto ora. Due etichette blu indicano il 1° e il 5° fattore, fonte Whitespark 2026. In chiusura compare il consiglio “Scegli la categoria, segna gli orari.”
Nell’esempio la scheda passa da Servizi per la casa a Idraulico e sale in cima, poi con gli orari segnati mostra “Aperto ora”.

Per sapere se la scheda ti porta clienti, apri “Rendimento”. Vedi quante persone l’hanno vista e con quali ricerche, e quante ti hanno chiamato, chiesto le indicazioni o aperto il sito. I dati ci sono solo per le schede verificate (rendimento).

Le novità, come un’offerta o un evento, le pubblichi da “Post” e poi “Aggiungi post”. Dopo sei mesi Google li archivia, a meno che tu non abbia indicato le date (post).

Come chiedi le recensioni, e cosa fai con quelle cattive?

Google ti dà un link e un codice QR da passare ai clienti. Li trovi in “Leggi recensioni” e poi “Ottieni più recensioni”, e il QR si scarica solo da computer. Google suggerisce di metterli sullo scontrino, nell’email di ringraziamento o su un cartello in negozio. Non offrire niente in cambio, nemmeno uno sconto: per Google è coinvolgimento fasullo, ed è vietato (link e QR).

Chiedile con regolarità. Il 74% dei consumatori americani cerca recensioni scritte negli ultimi tre mesi (BrightLocal, Stati Uniti 2026).

Rispondi alle recensioni, anche a quelle brutte: Google lo mette fra i consigli per salire nei risultati locali (ranking locale). Nella risposta nomina quello che il cliente ha scritto, perché nello stesso sondaggio di BrightLocal le risposte fatte con lo stampino allontanano metà delle persone. A una critica rispondi con calma: ricostruisci cosa è successo, scusati se hai sbagliato, e lascia un telefono o un’email per sistemare.

Una recensione falsa o offensiva la segnali con l’icona accanto, in “Leggi recensioni”, scegliendo il motivo. Google toglie solo quelle che violano le sue norme. Una recensione negativa e vera resta, e Google non entra nelle liti fra te e il cliente. L’esame richiede qualche giorno, e lo stato della segnalazione lo segui nello strumento di gestione delle recensioni (segnala una recensione).

Come la fai gestire a un collaboratore?

Senza dare la tua password a nessuno. Nella scheda scegli “Impostazioni del profilo dell’attività”, poi “Persone e accesso” e “Aggiungi”. Scrivi l’email della persona, scegli il ruolo e premi “Invita” (proprietari e gestori).

  • Gestore. Modifica la scheda, risponde alle recensioni e pubblica i post. Non può aggiungere o togliere persone, né eliminare la scheda. È il ruolo giusto per chi lavora con te o ti segue da fuori.
  • Proprietario. Può fare tutto. I proprietari possono essere più d’uno, il proprietario principale è uno solo.

Chi entra da nuovo aspetta sette giorni prima di poter togliere altri utenti, eliminare la scheda o passare ad altri la proprietà principale. La proprietà principale tienila tu: se oggi ce l’ha chi ti ha fatto il sito, chiedigli di passartela.

Domande

Le altre domande.

Cos’è la scheda Google My Business?
È il riquadro che compare su Google Maps e nella Ricerca quando qualcuno cerca la tua attività, o un’attività come la tua vicino a lui. Mostra indirizzo, orari, telefono, foto e recensioni dei clienti, e porta al tuo sito.
Come accedere alla scheda Google My Business?
Entra in business.google.com con l’account Google con cui l’hai creata. Oppure, già collegato a quell’account, cerca il nome della tua attività su Google o su Maps e la modifichi da lì. Se non ricordi quale account hai usato, cerca nella posta le email di Google sulla scheda: arrivano a quell’indirizzo.
Cosa faccio se la scheda è stata sospesa?
Fai ricorso dallo strumento dei ricorsi di Google, e aspetta la risposta prima di presentarne un altro per lo stesso problema. Prepara un documento con nome e indirizzo uguali a quelli della scheda, come la registrazione dell’attività o una bolletta: lo carichi entro un’ora dal ricorso. La decisione arriva entro cinque giorni lavorativi.

Lavori

Alcuni lavori su questo tema.

Chi ti trova sulla mappa apre il tuo sito.

Sul sito nuovo chi arriva dalla scheda trova orari e telefono al primo colpo, e ti chiama.

Michele Caddeo, web designer e videomaker a Schio, in provincia di Vicenza. Chi sono →