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Siti web

Come scegliere una web agency a Vicenza, o un freelance, per il sito della tua azienda?

Michele Caddeo · ·

Fa parte di: Cosa deve avere un sito web aziendale per farti scegliere ed essere in regola?

Parti dalla mappa di Google: cerca anche dal tuo comune, apri quattro o cinque schede e leggi le recensioni più recenti. Poi manda a tutti la stessa richiesta e fatti dire chi farà il sito e cosa ricevi alla consegna. Che sia un’agenzia o un freelance, dominio, accessi e file vanno intestati a te.

In breve

  • La mappa di Google mette in cima chi è pertinente, vicino e popolare, e quel posto nessuno lo può comprare.
  • Chi ti fa il sito deve poter venire da te quando serve. Bozze e correzioni si vedono anche in videochiamata.
  • Secondo fasce pubblicate ad aprile 2026, un sito aziendale di dieci-quindici pagine costa da 3.000 a 8.000 euro con un professionista o uno studio piccolo, di più con un’agenzia.
  • Il bollino Google Partner si ottiene gestendo campagne Google Ads: con i siti non c’entra.
  • Sul Whois del Registro .it vedi a chi è intestato il tuo dominio, e con lui la tua posta.

Te lo scrivo da freelance, quindi di parte. Per questo i controlli che trovi qui valgono anche per me. Quasi tutti li fai da solo, dal telefono, senza credere sulla parola a nessuno.

Come trovi i nomi giusti sulla mappa di Google?

Apri più schede delle prime tre. Google le mette in fila secondo pertinenza, distanza e popolarità, e un posto più in alto non si può comprare (Google). Chi fa il sito giusto per te può stare più sotto.

  • Cerca anche dal tuo comune, o sposta la mappa: con la distanza cambia l’ordine.
  • Leggi le recensioni più recenti, soprattutto quelle che raccontano un lavoro e com’è andata dopo.
  • Guarda come risponde il titolare, anche alle critiche.
  • Apri il loro sito e cerca i lavori: siti di aziende vere, con il nome e il link.

Un’altra strada sono i siti della zona che ti piacciono. Scorrili fino in fondo: a volte nel piede c’è scritto chi li ha fatti, con il link. Se non c’è, scrivi all’azienda e chiedi chi gliel’ha fatto e come si è trovata.

Conta che sia di Vicenza?

Conta che venga da te quando serve, e che tu sappia dove trovarlo. Per guardare le bozze e decidere le correzioni basta una videochiamata.

Una pagina con “Vicenza” nel titolo non vuol dire che lo studio sia a Vicenza. Guarda il piede del sito: accanto alla partita IVA di solito c’è l’indirizzo della sede.

Io sono a Schio: ci sentiamo in videochiamata, e da gennaio 2027 arrivo anche di persona nel raggio di un’ora, quindi anche a Vicenza.

Meglio un’agenzia, uno studio piccolo o un freelance?

Prima guarda cosa fanno. Nella mappa trovi web agency, agenzie di marketing e di comunicazione, e molte vendono soprattutto social e pubblicità. Conta i siti fra i lavori che mostrano: se sono pochi, chiedi chi farà il tuo.

  • Un’agenzia grande è una squadra. Chi ti presenta il progetto di solito non è chi lo coordina, e grafica e messa online passano ad altri ancora. Lavorano in parallelo, e se uno si ammala il tuo sito va avanti. Ti conviene quando servono molte mani insieme: per esempio un e-commerce da collegare al gestionale, con le campagne che partono il giorno del lancio.
  • Uno studio di due o tre persone sta in mezzo. Parli spesso con il titolare, quindi chiedi chi disegna il sito e chi lo mette online.
  • Con un freelance parli con una persona sola, dalla prima chiamata alla messa online, e quello che gli racconti non passa di mano. Ti conviene quando il sito vive di dettagli, dai testi della home alle domande del modulo. Il limite è il tempo di una persona: chiedi quando può cominciare, e chi lo sostituisce se si ferma.

Quanto costa, e quanto ci vuole?

Per un sito aziendale di dieci-quindici pagine, da 3.000 a 8.000 euro. Per un sito vetrina di cinque-sette pagine, da 2.000 a 5.000. Sono le fasce che Luca Sammarco ha pubblicato ad aprile 2026 per un professionista che lavora da solo o in uno studio piccolo.

Per un’agenzia, la stessa pagina scrive da 5.000 a oltre 25.000 euro. Non dice se l’IVA è compresa: chiedilo sempre.

Dal secondo anno paghi l’hosting, cioè lo spazio dove gira il sito, il dominio e gli aggiornamenti: per un sito aziendale, qualche centinaio di euro l’anno. Altri listini e il conto voce per voce li trovi nella guida su quanto costa un sito web.

Sui tempi, Luca Sammarco scrive tre-quattro settimane per un sito aziendale fatto da un professionista, e da due a quattro mesi con un’agenzia. Molto dipende da quante pagine diverse vanno disegnate e da chi prepara testi e foto.

Fatti scrivere nel preventivo due date, quando comincia il lavoro e quando il sito va online, e cosa succede se il materiale arriva in ritardo. Se rifai un sito che hai già, le durate di un restyling le trovi nella guida al restyling.

Come chiedi preventivi che puoi confrontare?

Manda a tutti la stessa richiesta, per iscritto, così le offerte rispondono alle stesse domande. Dentro scrivi:

  • Cosa fa la tua azienda, per chi e in quale zona.
  • A cosa deve servire il sito: richieste di preventivo, telefonate, cataloghi da scaricare, persone da assumere.
  • Le pagine che immagini e le lingue, anche a grandi linee.
  • Chi prepara testi e foto, tu o loro.
  • Il sito che hai oggi, se c’è, e due o tre siti che ti piacciono.
  • Entro quando ti serve, e quanto pensi di spendere.

Cosa chiedi prima di firmare?

  • Chi farà il mio sito? Fatti dire il nome, e se è la persona con cui stai parlando.
  • Chi scrive i testi e chi fa le foto? Se il preventivo non lo dice, toccherà a te.
  • Cosa ricevo alla consegna? Gli accessi e tutti i file, immagini comprese, con il diritto di usarli.
  • Chi risponde se il sito si rompe? Fatti scrivere chi è, come lo contatti, in quanto tempo risponde e se è compreso nel prezzo.
  • Quanto costa dopo il primo anno? Il prezzo di rinnovo di ogni voce. Due offerte si confrontano sul totale di tre anni.

Tutto questo va nel contratto, insieme agli accessi. Se il sito è fatto con WordPress o un sistema simile, chiedi un account da amministratore a tuo nome, separato da quello del fornitore. E un documento di consegna che dica dove stanno dominio e hosting, chi rinnova cosa e quando.

Quanto valgono loghi e bollini?

Valgono se li puoi controllare.

  • Loghi e citazioni. Una striscia di loghi, o una frase firmata solo con il ruolo, non la puoi verificare. Un cliente con nome e cognome lo puoi chiamare: fallo, e chiedigli com’è andata dopo il lancio.
  • Il bollino Google Partner. Google Ads lo dà alle agenzie che gestiscono la pubblicità dei clienti. Servono almeno 10.000 dollari di spesa in 90 giorni, un punteggio di ottimizzazione di almeno il 70% e la certificazione Google Ads per almeno metà di chi segue gli account (Google Ads). Ti dice che sanno fare campagne. Sui siti non dice niente.

Cosa controlli da solo, prima di scegliere?

Il dominio, prima di tutto. Apri il Whois del Registro .it, dove si vede a chi è intestato ogni dominio .it, e cerca l’indirizzo del tuo sito.

Nel riquadro Registrant, cioè il titolare, la riga Organization deve riportare il nome della tua azienda. Più sotto, alla voce Registrar, c’è la società dove il dominio è registrato.

Se come titolare c’è chi ti ha fatto il sito, il dominio è intestato a lui, e con il dominio anche gli indirizzi email che usi ogni giorno. Se il sito è ancora da fare, chiedi che dominio e hosting siano a nome tuo dal primo giorno.

Se il titolare è la tua azienda e il vecchio fornitore non risponde più, il dominio lo sposti lo stesso. Chiedi il codice AuthInfo al Registrar che vedi nel Whois: con quel codice il nuovo fornitore fa il cambio. Se il Registrar non risponde, puoi rivolgerti direttamente al Registro .it.

Poi i siti che il fornitore ha già fatto. Aprine due o tre sul telefono e incolla l’indirizzo in PageSpeed Insights, lo strumento di Google. In alto, se il sito ha abbastanza visite, vedi se supera la valutazione dei Core Web Vitals, le misure prese dalle visite vere. Sotto c’è un punteggio da 0 a 100: da 90 in su è buono, sotto 50 è scarso (Google).

Quando è meglio lasciar perdere?

Se succede una di queste cose, passa al nome dopo.

  • Ti promette il primo posto su Google. Google stesso scrive che “nessuno può garantire il raggiungimento della prima posizione nei risultati di Google” (Google Search Central).
  • Ti ha scritto lui per primo, con un’email che non avevi chiesto. Nella stessa guida Google consiglia di diffidare delle agenzie web che mandano email indesiderate.
  • Il preventivo sta in una riga. Senza le voci non sai cosa compri.

Puoi vedere un pezzo del sito prima di firmare?

Chiedilo, a me come a un’agenzia: un pezzo vero del sito prima del contratto intero, per esempio la home con i tuoi testi, da aprire sul tuo telefono.

Io lo faccio con un prototipo a prezzo fisso: 450 euro, IVA non applicata. Se andiamo avanti entro sessanta giorni, li scalo per intero dal preventivo. Se ti fermi lì, il prototipo resta tuo.

Domande

Le altre domande.

Un sito nuovo mi porterà clienti?
Nessuno te lo può promettere. Lo puoi misurare, però: conta le richieste di ogni mese, dal modulo e al telefono, e confrontale con lo stesso mese prima del lancio. Come leggere anche i clic che arrivano da Google lo spiego nella guida al restyling del sito.
Un freelance segue il sito anche dopo il lancio?
Io sì, e mi occupo anche del dominio e della posta. Con un altro freelance chiedilo prima di firmare, e fattelo scrivere nel contratto.

Lavori

Alcuni lavori su questo tema.

Vuoi parlare con chi fa il sito?

Nella chiamata gratuita parli già con chi disegna il tuo sito e lo segue dopo il lancio.

Michele Caddeo, web designer e videomaker a Schio, in provincia di Vicenza. Chi sono →