Marketing
Cosa fa un consulente marketing per una PMI, e quanto costa?
Michele Caddeo · ·
Un consulente marketing studia la tua azienda e i concorrenti, poi ti dice cosa comunicare ai clienti e dove spendere il budget. Nel 2024 una giornata di consulenza costava in media circa 880 euro, 680 nelle piccole società di consulenza. Prima di firmare chiedi chi farà il lavoro dopo il piano.
In breve
- Il piano dice a chi vendi, cosa raccontare e dove mettere i soldi.
- Un responsabile marketing assunto, con meno di cinque anni di esperienza, costa all’azienda più dei suoi 45-60 mila euro lordi l’anno.
- Se sai già quale lavoro ti serve, il consulente puoi saltarlo.
- Al consulente dai un accesso suo agli account pubblicitari, da togliere quando vuoi.
- A Vicenza il contributo camerale del 2026 era di 2.500 euro, e copriva anche il marketing digitale.
In Italia il consulente marketing non ha un albo. È una delle professioni regolate dalla legge 4 del 2013, quindi chiunque può usare il titolo e decidere il proprio prezzo.

Cosa ti consegna un consulente marketing?
Un piano scritto sulla tua azienda, e poi i controlli per capire se funziona. Prima di scriverlo parla con te, con chi vende e a volte con qualche cliente. Nel piano trovi:
- chi sono i tuoi clienti e cosa cercano quando ti chiedono un preventivo;
- cosa fanno i concorrenti, e dove sei più forte o più debole di loro;
- cosa dire, e a chi: a un privato e a un geometra servono parole diverse;
- su quali canali, e in che ordine: sito, scheda Google, annunci, fiere, newsletter;
- quanto spendere, canale per canale;
- quali numeri guardare: richieste di preventivo, telefonate, contatti dal sito;
- ogni quanto rivedere il piano.
Sono più o meno le competenze che l’Unione europea attribuisce a questo mestiere nella sua classificazione delle professioni.
Prendi il sito. Prima di proporti di rifarlo, un consulente bravo si chiede chi lo apre e cosa cerca. Guarda da quali pagine arrivano le richieste, e quante sono. Chiede a chi vende se lo usa con i clienti. Dalle risposte capisce se il sito va rifatto, sistemato o lasciato com’è.
Il piano però di solito finisce lì. La pagina nuova, la campagna o il video li fa qualcun altro: un’agenzia, un fornitore, o tu. Negli Stati Uniti il 54% dei titolari di piccole imprese segue il marketing da solo (BrightLocal, 2025). Per l’Italia un dato così recente non l’ho trovato.
Quando ti serve un consulente marketing, e quando no?
Ti serve quando le vendite hanno un problema e non sai da dove prenderlo. Qualche segnale:
- il prodotto è buono, ma i preventivi calano e non sai dove si perdono;
- concorrenti che lavorano peggio di te si vedono prima, su Google o sui social;
- i clienti arrivano quasi tutti da un canale solo: agenti, geometri, fiere o passaparola;
- spendi in pubblicità e non sai dire cosa ti ha portato.
Se invece sai già cosa ti manca, un sito nuovo o una campagna per la fiera, il consulente è un passaggio in più. Ti basta chi fa quella cosa, purché prima ti chieda per chi è e come misurerete il risultato.
Quanto costa un consulente marketing?
Nel 2024 una giornata di consulenza aziendale costava in media circa 880 euro: 940 nelle grandi società di consulenza, quasi 780 nelle medie e circa 680 nelle piccole, da tre a nove addetti. Sono i numeri dell’Osservatorio Assoconsult 2024-2025, che conta anche la consulenza di marketing. Chi lavora da solo o in due resta fuori dal conto, e un tariffario ufficiale non c’è.
Le formule sono tre.
- A giornata o a ore, per un’analisi, un parere o un incontro con i tuoi collaboratori. Chiedi quante giornate prevede il lavoro, e fai il conto.
- A progetto, per un piano o un lancio. Il prezzo lo concordate prima, e il lavoro ha una fine.
- Con un canone al mese, quando il lavoro continua e cambia da un mese all’altro.
Qualunque formula scegli, fatti scrivere cosa ricevi alla fine: il piano soltanto, o il piano e il lavoro fatto. Due offerte si confrontano solo se comprendono le stesse cose.
Consulente, agenzia o dipendente: cosa ti conviene?
Conviene chi copre la parte che ti manca: decidere cosa fare, farlo, o tutte e due.
- Consulente. Indica la strada, e il lavoro lo fa qualcun altro. Lo paghi a giornata, a progetto o a canone. Conviene se in azienda c’è già chi esegue, o se hai un fornitore bravo che aspetta solo una direzione.
- Agenzia. Decide e fa, con persone diverse per strategia, grafica, contenuti e campagne. Lavora a progetto o a canone. Conviene quando servono molte mani nello stesso momento, per esempio per un lancio grande.
- Freelance per un lavoro solo. Fa una cosa precisa: il sito, le foto, la campagna. Lo paghi a preventivo. Conviene quando sai già cosa ti serve.
- Dipendente. Decide e fa, dentro l’azienda, ogni giorno. Un responsabile marketing e comunicazione con meno di cinque anni di esperienza prende 45-60 mila euro lordi l’anno (Michael Page, Studi di retribuzione 2026). All’azienda costa di più, per i contributi. Conviene quando il lavoro basta per una persona a tempo pieno.
- Responsabile marketing esterno, detto anche marketing manager esterno o temporary manager. Decide e porta avanti il lavoro da fuori, a giornate o con un canone. Conviene quando il marketing deve andare avanti ogni mese, ma non basta per un dipendente.
Io lavoro così. In abbonamento sono il responsabile marketing esterno della tua azienda, e il lavoro poi lo faccio io. Mi mandi le richieste, una pagina nuova o le grafiche di una campagna, e le porto avanti. Costa 4.500 euro al mese, 4.000 dal quarto mese, IVA non applicata, e disdici quando vuoi. Ogni mese guardiamo insieme cosa ha funzionato e decidiamo il mese dopo.
Come scegli un consulente marketing?
Dalle domande che fa lui prima di proporti qualcosa, e da come risponde alle tue. Manda a due o tre la stessa richiesta scritta. Al primo incontro chiedi:
- Cosa ti serve sapere della mia azienda? Chi arriva con un pacchetto pronto, senza domande su clienti, prezzi e concorrenti, ti vende quello che ha già.
- Come misuri se funziona? La risposta giusta parla di richieste di preventivo, telefonate e clienti nuovi. Visite e “mi piace” da soli dicono poco.
- Mi fai vedere un lavoro per un’azienda simile alla mia? Simile per dimensione o per tipo di cliente, anche di un altro settore. Chiedi un nome da chiamare.
- Cosa ti serve da me? Quanto tempo al mese, quali dati di vendita, chi in azienda gli risponde. Se non chiede niente, scriverà il piano senza conoscerti.
- Chi fa il lavoro dopo il piano? Se la risposta è “lo trovi tu”, mettilo nel conto.
- A chi restano intestati account, sito e contatti? A te. In Google Ads, per esempio, solo chi ha l’accesso Amministratore può dare e togliere l’accesso agli altri (Google). Quel ruolo tienilo tu, e al consulente dai un accesso suo.
- Quanto dura il contratto, e come lo disdico? Durata minima, preavviso, e cosa ti resta in mano se smetti.
Le ultime tre risposte fattele scrivere nel preventivo che firmi. E diffida di chi ti promette il primo posto su Google: nessuno può garantirlo, lo scrive Google stesso.
Quando vedi i primi risultati?
Gli annunci danno i primi numeri appena partono. Per il resto, compresa la ricerca su Google, fatti dire dal consulente, per iscritto, quali risultati prevede e in che tempi. È una delle domande che Google consiglia di fare a chi ti segue il posizionamento, insieme a come misurerà il successo.
Prima di cominciare fissate quali numeri guardate, quanti sono oggi e in che giorno li controllate la prima volta.
Il controllo più semplice lo fai tu: chiedi a ogni cliente nuovo come ti ha trovato, e scrivilo. Dopo qualche mese sai quale canale tenere, e il consulente ha un dato vero per correggere il piano. Come tenere il conto lo spiego nella guida su come pubblicizzare la propria attività.
Ci sono contributi per pagare il consulente?
A volte sì. Le Camere di Commercio pubblicano voucher per il digitale, e alcuni coprono anche il marketing.
Se sei in provincia di Vicenza, il bando 26HT del 2026 dava 2.500 euro a chi spendeva almeno 4.000 euro, al netto dell’IVA, in consulenze e servizi, marketing digitale compreso. Le domande si sono chiuse il 16 giugno, e un bando simile era uscito anche nel 2025.
Per il prossimo guarda la pagina dei bandi della Camera di Commercio della tua provincia, o l’elenco dei voucher digitali di tutte le Camere, con le scadenze.



