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Siti web

Ti basta un sito vetrina? Cosa metterci e quanto costa

Michele Caddeo · ·

Fa parte di: Cosa deve avere un sito web aziendale per farti scegliere ed essere in regola?

Un sito vetrina è un sito di poche pagine che dice cosa fai e come contattarti, senza vendere online. Da solo, con un costruttore, i prezzi di partenza vanno da 8,65 a 14 euro al mese; da un professionista, le fasce pubblicate vanno da 700 a 5.000 euro. Ti basta finché i clienti non devono prenotare.

In breve

  • Le pagine di solito sono quattro: home, servizi o lavori, chi siamo e contatti. Con un solo servizio ne basta una.
  • Nella prima riga va il tuo mestiere con la tua zona, e il telefono si tocca da ogni pagina.
  • Da solo, con un costruttore, i prezzi di partenza vanno da 8,65 a 14 euro al mese. Da un professionista, le fasce pubblicate vanno da 700 a 5.000 euro.
  • Ogni anno paghi il dominio, lo spazio del sito e, se l’ha fatto un professionista, la manutenzione. Prima di firmare, chiedi il conto di tre anni.
  • Ti basta finché i clienti vogliono controllarti e chiamarti. Se devono prenotare da soli, serve di più.

Chi apre un sito vetrina ti ha già trovato, col passaparola o sulla mappa, e prima di chiamarti vuole vedere chi sei.

Ti serve se hai già Facebook e la scheda Google?

Sì. Il sito è tuo, e le regole le decidi tu. Una pagina social segue quelle della piattaforma, che può cambiarle quando vuole.

E chi ti trova sulla mappa poi va a controllarti. Nel sondaggio 2026 di BrightLocal su 1.002 adulti americani, dopo aver letto buone recensioni il 54% va a vedere il sito dell’attività. Nel 2019 era il 32%.

Un telefono mostra la scheda di un’attività con cinque stelle, poi si gira e apre un sito con il bottone Chiama. A destra il dato sale da 32% nel 2019 a 54% nel 2026, le persone che dopo buone recensioni aprono il sito.
Dalle cinque stelle al sito basta un tocco, e lì il bottone Chiama deve essere già in vista.

Secondo la guida di Google Business Profile, un profilo completo su Ricerca e Maps rende l’attività più affidabile agli occhi di chi cerca. Scrivi indirizzo, telefono e orari uguali sul sito e sulla scheda, parola per parola.

Quando basta una vetrina, e quando serve di più

Rispondi a quattro domande.

  • I clienti devono prenotare da soli, anche di notte?
  • Devono confrontare prodotti con dati tecnici?
  • Ti cercano clienti che parlano altre lingue?
  • Vuoi vendere online?

Se rispondi no a tutte, ti basta una vetrina. Se rispondi sì a una, ti serve qualcosa in più su quel punto.

Prenotare è il caso più chiaro. Nello stesso sondaggio di BrightLocal, una persona su cinque, dopo buone recensioni, prenota o fissa un appuntamento. Se la tua attività vive di appuntamenti, come un B&B o uno studio, a quelle persone serve un calendario online.

Se la vetrina è costruita per farlo, le prenotazioni o una seconda lingua si aggiungono dopo, senza rifarla.

Quali pagine servono

Di solito quattro.

  • Home. Chi sei, dove lavori e il bottone per chiamarti.
  • Servizi o lavori. Qui il cliente capisce se fai al caso suo. Se sei un artigiano, mettici le foto dei lavori finiti con due righe sotto.
  • Chi siamo. Le persone e il posto.
  • Contatti. Indirizzo, mappa, orari, telefono e un modulo corto.

Se fai una cosa sola, può bastare una pagina unica che scorre, la cosiddetta one page. Se ne fai diverse, per esempio cucine e serramenti, dai a ognuna la sua pagina. Chi cerca “serramenti in legno a Schio” trova così una pagina che parla solo di quello.

Cosa mettere nella home, dall’alto in basso

  1. Il tuo mestiere e la tua zona nella prima riga, prima delle foto: “Panificio a Thiene”, “Falegnameria a Schio, cucine su misura”.
  2. Un contatto a un tocco, il telefono o WhatsApp. Lo stesso bottone resta in vista su ogni pagina.
  3. Foto vere dei lavori, del posto e delle persone, al posto di quelle d’archivio.
  4. Due o tre recensioni di clienti veri, con il nome, se te lo permettono.
  5. Dove sei e quando, con l’indirizzo, la mappa e gli orari.
  6. La partita IVA nel piede, in fondo a ogni pagina. Così sta anche nella home, come chiede l’articolo 35 del decreto IVA a chi ha un sito.

Poi ci sono due cose che chiede la legge.

  • L’informativa privacy, se metti un modulo. Chi ti scrive ti lascia nome ed email, e tu devi dirgli chi usa quei dati e per cosa (GDPR, articolo 13). Nel modulo chiedi solo quello che ti serve per rispondere, per esempio la data e il tipo di lavoro.
  • Il banner dei cookie, solo se serve. Se usi solo cookie tecnici, basta dirlo nell’informativa, e non serve chiedere il consenso. Il banner serve quando aggiungi la pubblicità o altri strumenti che seguono i visitatori, comprese certe statistiche gestite da terzi (FAQ del Garante sui cookie).

Quanto costa un sito vetrina

Ecco le cifre pubblicate, lette a ottobre 2026.

  • Da solo, con un costruttore. Secondo la guida di Shopify Italia, aggiornata a settembre 2026, Wix parte da 14 euro al mese, Squarespace da 12, Weebly da 11 e GoDaddy da 8,65. Testi, foto e pagine li prepari tu.
  • Con un professionista. Chi pubblica le sue fasce chiede per un sito vetrina da 700 a 2.000 euro (Chef Studio), da 1.500 a 3.500 (Inrete Digital) o da 2.000 a 5.000 (Luca Sammarco). Una pagina sola parte da 400 euro da Chef Studio.

In una vetrina il prezzo lo spostano soprattutto due voci: chi scrive i testi e fa le foto, e quanti tipi di pagina diversi vanno disegnati. Un preventivo da 1.500 euro sta nella parte bassa. Per capire se è onesto, leggilo voce per voce.

Per i siti non ho un listino, perché il preventivo lo scrivo sul tuo caso. Se vuoi vedere la home prima di decidere, il prototipo ha un prezzo fisso, 450 euro, IVA non applicata. Se andiamo avanti entro sessanta giorni, lo scalo per intero dal preventivo.

Quanto paghi ogni anno, dopo

Dal secondo anno restano tre voci.

  • Il dominio, cioè l’indirizzo del sito: da 10 a 30 euro l’anno, secondo Shopify Italia. Wix lo regala per un anno con alcuni piani annuali, poi si paga il rinnovo (condizioni di Wix). Con il piano gratuito di Wix un dominio tuo non c’è: l’indirizzo resta del tipo nomeutente.wixsite.com (guida di Wix).
  • Lo spazio dove gira il sito. Con un costruttore è l’abbonamento: con il piano di partenza di Wix, 14 euro al mese, fanno 168 euro l’anno. Con un professionista è l’hosting, e nel preventivo deve esserci quanto costa e a nome di chi è.
  • Le modifiche e la manutenzione. Orari e foto li puoi cambiare da solo, se il sito te lo lascia fare. Se li cambia chi ti ha fatto il sito, fatti scrivere il prezzo prima. Chiedigli anche chi fa gli aggiornamenti e i backup, e quanto costa: a ottobre 2026 Adsnetwork chiede 300 euro l’anno più IVA con il piano base.

Prima di firmare chiedi il conto di tre anni, con i prezzi di rinnovo. Un esempio di conto con hosting e manutenzione è nella guida sui costi di un sito web.

Lo fai da solo o lo fai fare?

Fallo da solo se:

  • ti basta una pagina o due, e i testi li sai scrivere;
  • hai già foto buone dei tuoi lavori;
  • hai qualche sera per imparare il costruttore, e poi per aggiornarlo.

Fallo fare se:

  • vuoi che testi e foto li curi qualcuno;
  • vuoi sito e scheda Google allineati, con indirizzo e orari scritti anche nel formato che Google legge da solo;
  • vuoi privacy, cookie e modulo a posto dal primo giorno.

Come fare un sito vetrina, passo per passo

  1. Prepara il materiale. La prima riga, il logo se ce l’hai, le foto migliori, una riga per ogni servizio e le recensioni. I tempi dipendono soprattutto da qui.
  2. Registra il dominio a nome della tua azienda, anche quando lo fa chi ti segue. Se è intestato a lui, l’indirizzo del tuo sito è suo, e sul Whois lo controlli in un minuto.
  3. Fai le pagine e provale dallo smartphone prima di pubblicarle: tocca il bottone Chiama e manda un messaggio dal modulo, per vedere se arriva.
  4. Allinea la scheda Google con gli stessi dati del sito.
  5. Aggiungi il sito a Google Search Console appena è online. Ti mostra con quali ricerche ti trovano. Col tempo vedi le parole che usano davvero i tuoi clienti, e puoi metterle nella prima riga.

Domande

Le altre domande.

Cosa si intende con sito vetrina?
Un sito di poche pagine che presenta un’attività, come la vetrina di un negozio su strada. Mostra cosa fai e porta al contatto, senza vendita online e senza aree riservate.
Come si chiama il programma per creare un sito?
Si chiama costruttore di siti, in inglese website builder. Wix, Squarespace, Weebly e GoDaddy sono quattro esempi. Scegli un modello, cambi testi e foto, e il costruttore tiene il sito online in cambio di un abbonamento.
Si può fare un sito vetrina gratis?
Sì, con il piano gratuito di Wix, ma l’indirizzo diventa del tipo nomeutente.wixsite.com. Per usare un dominio con il nome della tua attività serve un piano a pagamento, come spiega la guida di Wix.
Un sito vetrina mi fa trovare su Google?
Ti aiuta, se la prima riga usa le parole che i clienti scrivono su Google, come il mestiere e la zona, e se ogni servizio ha la sua pagina. Per comparire sulla mappa serve anche la scheda Google, con gli stessi dati del sito.

Lavori

Alcuni lavori su questo tema.

Una vetrina che ti fa chiamare.

Prima di cominciare sai se ti basta una vetrina, o se i tuoi clienti devono anche prenotare.

Michele Caddeo, web designer e videomaker a Schio, in provincia di Vicenza. Chi sono →