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Strumenti AI

Intelligenza artificiale per avvocati: quale programma scegliere e quanto costa?

Michele Caddeo · ·

Tre programmi italiani con il prezzo sul sito: Simpliciter parte da 29 euro al mese, Lexroom da 99 con contratto annuale, LisiaNext costa 1.700 euro l’anno, più IVA. Scegli quello che fa meglio il lavoro che ti porta via più ore, vedilo all’opera prima di abbonarti e consegna al cliente l’informativa del CNF.

In breve

  • Prima di scegliere il piano chiedi cosa conta come un’interazione: Simpliciter sul sito non lo dice, LisiaNext ti mostra i crediti stimati prima di ogni elaborato.
  • LisiaNext si prova gratis per 3 giorni, Lexroom si vede in una demo gratuita con un loro esperto, Simpliciter costa 5 euro il primo mese.
  • Anche i programmi costruiti sulle banche dati sbagliano: apri ogni sentenza citata prima di depositare.
  • Con un account personale di ChatGPT niente atti del cliente. Nei piani aziendali i tuoi dati, di base, non servono ad addestrare i modelli.
  • La legge 132/2025 chiede di dire al cliente quali sistemi usi, e il CNF ha preparato l’informativa da firmare in due.

Nel 2026 l’intelligenza artificiale la usa il 55,3% degli avvocati italiani, contro il 27,5% di un anno prima. Fra le difficoltà, il 42,8% mette la paura che sbagli (Censis, Rapporto sull’Avvocatura 2026, pagine 59 e 60).

Quali programmi di AI per avvocati ci sono in Italia, e quanto costano?

Dai loro siti, al 20 ottobre 2026. I prezzi sono più IVA.

  • Simpliciter cerca fra la normativa italiana ed europea e oltre 4 milioni di sentenze. Costa 29 euro al mese per un utente e 200 interazioni, 59 per tre utenti e 600. Il primo mese costa 5 euro (10 il piano da tre), e se paghi l’anno due mesi sono gratis (simpliciter.ai).
  • Lexroom fa ricerca legale, analizza i documenti che carichi (contratti, perizie, sentenze) e prepara bozze anche dentro Word. Parte da 99 euro al mese con contratto annuale, per un utente, un modulo e fino a 200 documenti. Prima puoi prenotare una demo gratuita (lexroom.ai).
  • LisiaNext cerca fra oltre 8,5 milioni di sentenze, lavora sui documenti del fascicolo e include un gestionale di clienti e pratiche. Costa 1.700 euro l’anno in una volta, o 1.900 in dodici rate da 158,33. La prova è gratuita per 3 giorni (lisianext.com).

A regime, per un avvocato solo, un anno costa 348 euro con Simpliciter pagato mese per mese, da 1.188 con Lexroom, 1.700 con LisiaNext.

Prima di scegliere il piano, chiedi quanto consuma il tuo lavoro. Simpliciter conta le interazioni e sul sito non dice cosa vale come una. LisiaNext dà 50.000 crediti al mese e ti mostra quanti ne servono prima di ogni elaborato. Lexroom ha più di 15 moduli divisi per materia, e il piano base ne include uno (lexroom.ai). Per più materie o più avvocati il prezzo è su misura.

Non li ho messi alla prova sullo stesso caso, quindi qui non trovi una classifica.

Quale scegliere per il tuo studio?

Quello che fa meglio il lavoro che oggi ti porta via più ore. Durante la prova fagli una domanda di cui conosci già la risposta, su una materia che segui: vedi subito dove sbaglia.

Questi sono i lavori in cui l’AI aiuta di più, con il controllo che resta a te.

  • Ricerca di giurisprudenza. Apri ogni sentenza citata e verifica che dica quello che la risposta le attribuisce.
  • Riassunto di un fascicolo o di una perizia. Ricontrolla date, importi e nomi sul documento originale.
  • Revisione di un contratto. Ti segnala clausole mancanti o squilibrate. Quanto pesano lo decidi tu.
  • Prima bozza di una diffida, di una lettera o di un parere. Rileggila come quella di un praticante al primo anno.
  • Una lettera al cliente in chiaro. Qui basta un programma generico, se togli nomi e dati della pratica.

L’AI sbaglia? Come eviti le sentenze inventate?

Sì, anche quella costruita sulle banche dati. Nel 2024 un gruppo di ricercatori di Stanford ha messo alla prova i programmi americani per avvocati. Lexis+ AI sbagliava in più di una risposta su sei, Westlaw in più di una su tre (Stanford HAI, 23 maggio 2024).

In Italia i primi casi in tribunale sono del 2025. A Firenze una memoria citava sentenze della Cassazione che ChatGPT aveva inventato (diritto.it, 27 marzo 2025). A Torino un ricorso scritto con l’AI, pieno di citazioni fuori tema, è finito in una condanna per lite temeraria (Studio Cataldi, 7 ottobre 2025).

Per questo la fonte accanto alla risposta conta più del nome del programma. Se con un clic apri la sentenza citata, il controllo dura un minuto. Se la fonte manca, rifai la ricerca da capo.

Conta anche come chiedi. Scrivi i fatti, la materia e il periodo che ti interessa. Chiedi la fonte di ogni affermazione, e anche le sentenze in senso contrario.

Posso usare ChatGPT con gli atti del cliente?

Con un account personale, per gli atti con i dati del cliente, no. Nei piani Free, Plus e Pro OpenAI può usare le conversazioni per addestrare i modelli, se non spegni l’opzione nelle impostazioni (OpenAI, ottobre 2026).

Con ChatGPT Business ed Enterprise i dati, di base, non servono all’addestramento. L’accordo sul trattamento dei dati OpenAI lo offre per questi piani e per l’API (OpenAI, 8 gennaio 2026).

Il codice deontologico chiede all’avvocato il massimo riserbo su quello che gli affida il cliente, e di farlo rispettare a praticanti e collaboratori (articolo 28, commi 1 e 3). Vale anche per il ChatGPT che il praticante apre dal telefono.

Prima di caricare un atto, su qualunque strumento, controlla nelle condizioni del fornitore tre punti.

  • Dove restano i file, in Europa o fuori.
  • Se i tuoi testi servono ad addestrare il modello.
  • Se il fornitore firma l’accordo sul trattamento dei dati che il GDPR chiede a chi li tratta per conto tuo (Garante privacy, articolo 28 del GDPR).

Simpliciter, Lexroom e LisiaNext scrivono che i documenti caricati non servono ad addestrare i modelli, e Lexroom e Simpliciter dichiarano i server in Europa. L’accordo sul trattamento chiedilo a tutti e tre.

Poi scrivi su una pagina come usa l’AI lo studio.

  • Quali strumenti, sempre con l’account dello studio e mai con quello personale.
  • Per quali lavori, per esempio quelli della lista sopra.
  • Cosa non si carica: atti con dati del cliente su strumenti senza accordo sul trattamento.
  • Chi controlla citazioni e bozze prima che escano dallo studio: chi firma.

Cosa chiede la legge, e cosa scrivi al cliente?

Dal 10 ottobre 2025 è in vigore la legge 132/2025 sull’intelligenza artificiale. Il suo articolo 13 vale per tutte le professioni intellettuali e fissa due regole (legge 132/2025, articolo 13).

  • L’AI serve solo alle attività strumentali e di supporto, e il lavoro intellettuale del professionista resta prevalente. In pratica chi firma l’atto controlla le citazioni e decide la strategia.
  • Al cliente dici quali sistemi di AI usi, con un linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo.

Per la seconda regola il Consiglio nazionale forense ha preparato uno schema di informativa e l’ha mandato agli Ordini il 13 ottobre 2025 (CNF, schema in Word). Puoi usarlo così com’è o adattarlo. In una pagina l’avvocato dichiara quattro cose.

  • Potrà usare l’AI, in giudizio e fuori, solo per attività strumentali e di supporto.
  • La userà nel rispetto del GDPR e dei doveri deontologici.
  • Come esempi di uso cita segreteria, ricerca di norme e sentenze, analisi preliminare dei documenti, bozze e sintesi.
  • Controllerà ogni risultato, comprese le fonti.

Firmano l’avvocato e il cliente. Lo schema non nomina i programmi, mentre la legge parla dei sistemi che usi: aggiungi una riga con il nome del tuo. Allega l’informativa al conferimento dell’incarico. Che usi l’AI puoi scriverlo anche sul sito dello studio. Cos’altro deve dire il sito lo trovi nella guida al sito web per avvocati.

Dal 23 ottobre 2026 si aggiunge il decreto legislativo 179/2026.

  • La formazione continua comprenderà percorsi sull’AI: come funziona e come interrogarla, le regole, le responsabilità deontologiche. Il CNF ha sei mesi per aggiornare il regolamento (articolo 47).
  • L’equo compenso potrà cambiare secondo il rischio del sistema di AI usato, con parametri ministeriali da aggiornare entro dodici mesi (articolo 49).

Intanto l’AI Act europeo, all’articolo 4, chiede già allo studio che usa l’AI di aiutare chi ci lavora a conoscerla, senza fissare un livello minimo (Commissione europea, 20 ottobre 2026).

Quando serve un assistente sui documenti dello studio?

Quando il lavoro da accelerare è ritrovare e riusare quello che lo studio ha già scritto. I tre programmi lavorano sui file che carichi tu. Simpliciter vende a parte anche le banche dati private, dove carichi le tue fonti e le interroghi come un motore di ricerca (simpliciter.ai).

Un assistente costruito sui tuoi documenti legge l’archivio dove sta già, senza ricaricarlo, con gli stessi permessi: se ogni avvocato vede solo le sue pratiche, l’assistente fa lo stesso.

Gli chiedi “abbiamo già scritto un parere sul recesso da un contratto di agenzia?” e ti indica quello del 2023, con il file e la pagina.

È il lavoro che faccio io. Dove restano i documenti e chi li vede lo decidiamo prima di cominciare, e lo scrivo nel preventivo. Il prezzo dipende da quanti documenti ci sono e da come sono fatti: una scansione va prima trasformata in testo.

Per vederlo al lavoro su un gruppo di documenti dello studio c’è il prototipo a prezzo fisso. Costa 450 euro, IVA non applicata. Se entro sessanta giorni fai lo strumento completo, i 450 euro li scalo per intero dal preventivo.

Scegli un lavoro solo, quello che rifai più spesso, e scrivilo nel brief. Dopo una chiamata gratuita ti dico per iscritto se ti basta uno dei tre programmi o se conviene l’assistente, e quanto costa.

Domande

Le altre domande.

Esiste un’intelligenza artificiale per avvocati gratis, o almeno una prova?
Fra Simpliciter, Lexroom e LisiaNext nessuno è gratis, e tutti e tre si vedono all’opera prima di abbonarti. LisiaNext 3 giorni gratis, Lexroom con una demo gratuita condotta da un loro esperto, Simpliciter per 30 giorni a 5 euro più IVA (10 il piano da tre utenti), poi l’abbonamento parte da solo se non disdici. I programmi generici hanno piani gratuiti, ma lì non caricare atti con i dati del cliente.
Devo cambiare il gestionale dello studio?
No. Simpliciter, Lexroom e LisiaNext lavorano sui file che carichi tu, accanto al gestionale che hai già. LisiaNext ne ha anche uno suo, di clienti e pratiche, se un giorno vuoi cambiare. Un assistente sui documenti dello studio legge i file dove sono, nelle cartelle condivise o nel gestionale.
Copilot o Gemini sono più sicuri di ChatGPT per i dati dello studio?
Conta più il tipo di account che il programma. Fai a ognuno le tre domande sul fornitore: dove restano i file, se servono ad addestrare il modello, se firma l’accordo sul trattamento dei dati. E usa l’account di lavoro dello studio: con ChatGPT le risposte cambiano proprio fra account personale e aziendale.

Lavori

Alcuni lavori su questo tema.

Quale lavoro dello studio rifai ogni settimana?

Bastano il lavoro e il nome della cartella o del gestionale dove stanno i documenti. Da lì ti dico cosa farebbe lo strumento.

Michele Caddeo, web designer e videomaker a Schio, in provincia di Vicenza. Chi sono →