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Configuratore di prodotto: cos’è, quanto costa e quale scegliere

Michele Caddeo · ·

Un configuratore di prodotto fa scegliere solo le combinazioni che produci, e mostra il prezzo a ogni scelta. Se ogni opzione aggiunge solo il suo prezzo, basta un software pronto da 79 dollari l’anno. Se una scelta cambia le altre, o il prezzo si calcola con una formula, serve un configuratore con le tue regole, da 3.000-5.000 euro in su.

In breve

  • Il configuratore fa scegliere solo le combinazioni che produci e mostra il prezzo mentre scegli. Un CPQ ci aggiunge i listini per cliente e l’offerta da firmare.
  • Le combinazioni impossibili si bloccano prima dell’ordine, e il preventivo esce senza aspettare l’ufficio tecnico.
  • Un plugin per WooCommerce costa 79 dollari l’anno. Con il 3D, Zakeke va da 59 a 255 dollari al mese con il pagamento annuale, più una percentuale sulle vendite.
  • Su misura le fasce pubblicate vanno da 3.000-5.000 euro a oltre 20.000, quando il configuratore deve dialogare a fondo con altri programmi, come il gestionale.
  • Prima di scegliere il software, scrivi le opzioni di ogni prodotto e le combinazioni che non fai.

Pensa a una tenda da sole su misura. Se il cliente sceglie il motore, la manovella deve sparire dalle opzioni. Se chiede una larghezza che non produci, deve accorgersene subito, prima del preventivo.

Un configuratore di prodotto fa questo lavoro, e intanto calcola il prezzo. E se ti basta un software pronto o ne serve uno fatto su misura, quasi sempre lo decidono regole come queste.

Che cos’è un configuratore di prodotto

È il programma che fa comporre un prodotto scegliendo solo fra le opzioni che offri davvero, con il prezzo che si aggiorna a ogni scelta. Configurare vuol dire combinare misure e accessori che hai già previsto, secondo le regole che li legano.

Dietro ci sono tre pezzi.

  • Le regole, che dicono quali opzioni stanno insieme e quali misure produci.
  • Il listino, che dà un prezzo a ogni scelta con le tue formule.
  • Quello che esce alla fine, un preventivo o un ordine.

Funziona anche senza negozio online. Lo metti sul sito per i clienti, in un’area riservata per i rivenditori, oppure lo usa solo il tuo ufficio, anche con il cliente al telefono.

Configuratore, CPQ, tecnico o commerciale: che differenza c’è

Sono nomi diversi per parti dello stesso lavoro, e molti software le fanno tutte.

  • Il configuratore commerciale serve a vendere: scelte, prezzo e preventivo.
  • Il configuratore tecnico serve all’ufficio tecnico. Dalla configurazione ricava la distinta base, i codici e a volte i disegni.
  • Il CPQ (Configure, Price, Quote: configura, dai il prezzo, prepara l’offerta) aggiunge i listini per cliente, gli sconti e l’offerta pronta da firmare. Di solito è collegato al CRM o al gestionale.

Un configuratore che calcola il prezzo e prepara il PDF dell’offerta è già un piccolo CPQ. Se un fornitore ti propone un CPQ, chiedigli se tira fuori anche la distinta per la produzione: così sai se copre anche la parte tecnica.

Cosa cambia in azienda con un configuratore

Gli errori si bloccano prima dell’ordine, e per il preventivo non aspetti più l’ufficio tecnico.

  • Le combinazioni che non produci non si possono scegliere. Il motore che su quella larghezza non ci sta non arriva in produzione.
  • L’ufficio tecnico guarda solo i casi speciali, e smette di ricontrollare quelli già noti.
  • Il preventivo esce mentre il cliente è al telefono, e il prezzo detto a voce è quello che il cliente poi trova scritto.
  • Il rivenditore lavora da solo, con il suo listino, anche la sera.

Quando basta un software pronto

Basta quando ogni opzione aggiunge solo il suo prezzo, e vendi da un negozio online. Lo colleghi al negozio e paghi un canone.

  • Un plugin per il negozio. L’estensione ufficiale di WooCommerce aggiunge menu e caselle che cambiano il prezzo. Da sola, però, non nasconde un’opzione a seconda di quella scelta prima (WooCommerce, Product Add-Ons).
  • Una piattaforma in abbonamento, con il 3D. Zakeke funziona con Shopify, WooCommerce e altre piattaforme per negozi online, e il piano più piccolo comprende già il 3D (Zakeke, prezzi).

Tutti e due funzionano dentro un negozio online. Se vendi tramite rivenditori e il preventivo deve finire nel gestionale, ti serve una delle strade qui sotto.

Quando conviene un configuratore su misura

Su misura vuol dire mettere in un programma le regole che oggi conosce solo chi fa i preventivi. Conviene se ti ritrovi in almeno uno di questi casi.

  • Una scelta cambia le altre. Il motore toglie la manovella, una misura esclude un tessuto.
  • Il prezzo si calcola con una formula, per esempio a metro quadro con un minimo d’ordine.
  • Vendi a rivenditori o installatori, ognuno con il suo listino.
  • Il preventivo deve uscire con le tue condizioni, o entrare nel gestionale senza che nessuno lo ricopi.
  • Oggi il conto lo fa un foglio Excel che sa usare una persona sola, e ne girano versioni diverse.

Negli strumenti che preparo l’AI scrive anche la bozza del preventivo dalle note del cliente. La rileggi tu, e l’ultima parola resta tua.

Come arriva l’ordine nel gestionale

Con un file da importare o con un collegamento diretto, se il tuo gestionale accetta dati da fuori. Prima decidi cosa deve uscire dal configuratore:

  • Il preventivo in PDF, con il tuo logo e le tue condizioni.
  • Il codice articolo, o una descrizione completa se la combinazione non ha un codice.
  • La distinta base, cioè la lista dei componenti per la produzione.
  • I dati dell’ordine, pronti per il gestionale.

Poi fai tre domande al fornitore del gestionale.

  • Accetta ordini o articoli da un file, per esempio Excel o CSV?
  • Ha un collegamento per ricevere dati da altri programmi, e quanto costa attivarlo?
  • I codici delle combinazioni nuove li crea lui, o li manda il configuratore?

Alcuni gestionali hanno il configuratore dentro. CONFIG365 di Sys-Dat, per esempio, funziona dentro Microsoft Dynamics 365 Business Central e dagli ordini di vendita ricava distinte base e cicli di produzione (Sys-Dat, agosto 2025).

Se il configuratore lo usa solo l’ufficio, un modulo così è la strada più corta. Se deve arrivare ai rivenditori o sul sito, chiedi come ci entra chi sta fuori dall’azienda. Se un modo non c’è, serve un configuratore a parte, collegato al gestionale.

Quando serve il 3D

Il 3D serve quando la scelta cambia la forma del prodotto, come i moduli di una cucina o la lunghezza di una pergola. Se cambiano solo colori e finiture, di solito bastano le foto delle varianti.

Un configuratore 3D costa di più perché ogni prodotto va prima modellato, anche quando il canone comprende il 3D.

Quanto costa un configuratore di prodotto

Questi sono i prezzi pubblicati al 20 ottobre 2026.

  • Un plugin per il negozio: 79 dollari l’anno per l’estensione ufficiale di WooCommerce.
  • Una piattaforma con il 3D: Zakeke va da 59 a 255 dollari al mese con il pagamento annuale, a seconda di quanti prodotti pubblichi. Su ogni prodotto personalizzato venduto trattiene dall’1,9% all’1,5%.
  • Un configuratore su misura: 3.000-5.000 euro per un prodotto semplice. Da 7.000 a 18.000 con i modelli 3D, la realtà aumentata e qualche regola fra le opzioni. Da 20.000 euro in su quando le regole dipendono l’una dall’altra e il configuratore deve dialogare a fondo con altri programmi. Sono le fasce di Ar-range, un’azienda che vende configuratori 3D (Ar-range, aggiornato il 2 ottobre 2026).
  • Un software industriale dentro il gestionale: prezzo su richiesta.

Se paghi un canone, fai il conto su tre anni. A 59 dollari al mese sono 2.124 dollari, più le percentuali. Il configuratore su misura lo paghi una volta, più l’hosting e l’assistenza di ogni anno.

Il prezzo dipende da queste voci, e da queste dipendono anche i tempi.

  • Le regole che legano prodotti e opzioni, più del numero delle opzioni.
  • Le immagini, se le foto delle varianti ci sono già o se i modelli 3D sono da fare.
  • Il collegamento al gestionale, con un file da importare o diretto.
  • Chi aggiorna il listino. Se i prezzi li cambi tu da un foglio, a ogni aumento il configuratore non va toccato.

Prima di spendere quelle cifre puoi vederlo funzionare su uno dei tuoi prodotti. Il prototipo a prezzo fisso costa 450 euro, IVA non applicata, e ti dà la schermata del configuratore con dati dimostrativi. Se andiamo avanti entro sessanta giorni, i 450 euro li tolgo dal preventivo.

Se il configuratore entra in un sito nuovo, le altre voci le trovi nella guida su quanto costa un sito web.

Quanto ci vuole a metterlo in piedi

Un software pronto lo provi subito: Zakeke ha 14 giorni di prova gratuita, senza carta di credito. Per un configuratore su misura o un software industriale, il tempo lo decidono le stesse voci del prezzo. Contano anche quanti prodotti metti dentro al primo giro e quanto presto arrivano listino e regole scritte. Per il gestionale contano anche i tempi del suo fornitore.

Per questo conviene partire da una famiglia di prodotti e aggiungere le altre dopo. In chiamata ti do una data, e nel preventivo la trovi scritta. Chiedila scritta anche agli altri fornitori.

Cosa chiedere a chi ti propone un configuratore

  • Le combinazioni che non produci si possono bloccare?
  • I rivenditori entrano con il loro listino e i loro sconti?
  • Ci sono le lingue e le valute che ti servono, se esporti?
  • Una configurazione si salva e si manda a un collega?
  • Il listino lo aggiorni tu, senza chiamare il fornitore?

Da dove partire

Prima di guardare i software, prendi un foglio. Per ogni prodotto scrivi le opzioni, poi le regole che le legano. Di solito sono di tre tipi.

  • Esclusione: se scegli il motore, la manovella non c’è.
  • Obbligo: se scegli il motore, devi scegliere anche il comando.
  • Soglia: oltre una certa larghezza serve un altro motore, oppure la misura non la produci.

Poi scrivi come calcoli il prezzo oggi, anche se la formula sta in Excel.

Riporta quelle righe nel brief e le guardiamo insieme in una chiamata gratuita. Se le regge un software pronto ti dico quale, e spendi meno. Se servono regole tue, ti mando il preventivo del configuratore su misura.

Domande

Le altre domande.

Che differenza c’è fra configurare e progettare un prodotto?
Configuri quando combini opzioni che hai già previsto. Progetti quando il cliente chiede una cosa nuova, e quella richiesta passa all’ufficio tecnico, come oggi. Se la stessa versione speciale torna spesso, la progetti una volta e la aggiungi al configuratore come opzione.
Si può fare un configuratore di prodotto con Excel?
Per l’ufficio sì, finché lo usa chi conosce le formule. Al cliente o al rivenditore serve una pagina. Il foglio resta il punto di partenza, perché dentro ci sono già le regole e i prezzi.
Esiste un configuratore di prodotto open source?
Sì. La comunità OCA cura i moduli di configurazione per il gestionale Odoo, anche per la vendita e la produzione, con licenza AGPL, e li ha aggiornati anche nel 2026 (OCA, product-configurator su GitHub). Il programma è gratis. Adattarlo ai tuoi prodotti e tenerlo aggiornato resta un lavoro da pagare.

Lavori

Alcuni lavori su questo tema.

Cosa sceglie un tuo cliente prima di chiederti il prezzo?

Scrivimi le opzioni dei tuoi prodotti e come calcoli il prezzo oggi, anche se la formula sta in un foglio Excel. Ti rispondo con la soluzione più economica che regge le tue regole.

Michele Caddeo, web designer e videomaker a Schio, in provincia di Vicenza. Chi sono →