Video
Quale video corporate serve alla tua azienda?
Michele Caddeo · ·
Per presentare l’azienda serve quasi sempre un video di uno o due minuti che dica chi sei, cosa fai e per chi, con una prova concreta. Lo metti sul sito e su LinkedIn, in orizzontale e in verticale. Gli altri tipi, dal video prodotto allo spot, si aggiungono dopo, ognuno per uno scopo preciso. Se vuoi farlo fare, lo scrivo e lo monto io, anche con l’AI.
In breve
- Il tipo di video dipende dal pubblico e dal posto: la home, LinkedIn, una pagina prodotto, lo stand.
- Una traccia da un minuto ha quattro tempi: un’apertura da guardare senza audio, chi sei, una prova, cosa fare adesso.
- Quando c’è una persona che parla, conta più il microfono della telecamera.
- Secondo Cronoshare, a gennaio 2026 un video aziendale costava in media fra 350 e 1.000 euro e chiedeva due o tre settimane di lavoro.
Prima di scegliere il video, chiediti chi lo guarderà e dove. Chi ti scopre su LinkedIn sta scorrendo, magari in ufficio a volume zero. Sulla pagina prodotto c’è chi confronta tre macchine e vuole i dettagli, e chi sta per firmare vuole sentire com’è andata a un altro cliente. Ognuno vuole un video diverso.

Quale video corporate ti serve?
Si parte di solito da quello di presentazione, che usi in più posti.
Il video di presentazione
Uno o due minuti, per la home, la pagina chi siamo, LinkedIn e le email ai clienti nuovi. Racconta cosa fa l’azienda e per chi, con i numeri che contano nel tuo settore: gli anni di attività, i paesi in cui vendi, le persone che ci lavorano. In video ci sono loro, al loro posto.
Il rischio è un video che potrebbe essere di chiunque, con il capannone, la stretta di mano e la musica che sale. Lo eviti mettendoci una cosa che sai fare solo tu, come il pezzo più difficile che produci o il controllo che fai su ogni lotto.
Il video prodotto
Da uno a cinque minuti, sulla pagina del prodotto. Serve a chi deve comprare una macchina e non può venire in stabilimento a vederla lavorare. Il video gliela fa vedere accesa, da vicino, sui particolari che vuole controllare prima di sceglierla. Le didascalie brevi al posto della voce lo rendono facile da seguire anche in un ufficio aperto.
È il formato degli oltre 40 video delle macchine che ho fatto per Ecoprogetti, tutti con la stessa grafica e i dati in didascalia.
La testimonianza di un cliente
Un tuo cliente racconta cosa gli serviva, cosa avete fatto insieme e cosa è cambiato. Convince chi sta già decidendo, perché a parlare è uno come lui. Fatti dare il permesso per iscritto e lascialo parlare con parole sue: un testo imparato a memoria si sente.
Il video per la fiera
Due minuti in loop allo stand. Nel padiglione il rumore copre la voce, e chi passa si ferma pochi secondi. Ogni inquadratura deve dire una cosa da sola, con un testo grande, leggibile da qualche metro.
Per un pastificio, un’inquadratura mostra la pasta che esce dalla trafila, e nella successiva compare in grande il nome del formato. Chi arriva lo prende a metà, quindi il video non ha un vero inizio, e l’ultima scena si aggancia alla prima.
Lo spot
Trenta secondi, per la TV locale e per gli annunci su YouTube, dove chi guarda può saltarlo dopo cinque secondi (Google). Il marchio e l’idea devono arrivare prima, e c’è posto per un’idea sola. A un mobilificio può bastare una sedia che passa dal tronco al soggiorno.
Quanto costa e come si fa lo trovi nella guida sullo spot pubblicitario, e quali scene conviene generare invece di girarle in quella sulla pubblicità con intelligenza artificiale.
Cosa dire in un video di presentazione?
Di’ subito cosa fai e per chi, poi usa il resto del video per dimostrarlo. Ecco una traccia da un minuto per una carpenteria metallica inventata.
- Da 0 a 5 secondi, l’apertura. Un’immagine che si capisce senza audio. Una mano sfila dal laser un pezzo appena tagliato, e a schermo compare: «Questo pezzo finirà dentro una mietitrebbia».
- Da 5 a 20 secondi, chi sei e per chi lavori, detto da una persona dell’azienda. Il titolare, in reparto: «Siamo in quaranta, vicino a Vicenza. Tagliamo e pieghiamo la lamiera per chi costruisce macchine agricole».
- Da 20 a 45 secondi, la prova. Un numero vero, o un cliente che puoi nominare. La responsabile della qualità misura un pezzo, poi un camion parte carico. Una didascalia dice da quanti anni l’azienda lavora con il suo primo cliente.
- Da 45 a 60 secondi, cosa fare adesso. «Mandaci il disegno, ti rispondiamo con tempi e prezzo». A schermo, il sito e il numero di telefono.
Se in video parla qualcuno, cura prima il suono e poi l’immagine. Una voce che rimbomba nel capannone fa chiudere il video anche quando le inquadrature sono belle. Mentre parla, fai vedere il reparto o il pezzo di cui sta parlando.
Dove pubblicarlo, e quanto deve durare?
Il posto decide la durata. Wistia ha analizzato oltre 13 milioni di video caricati sulla sua piattaforma: quelli sotto il minuto vengono guardati in media per il 52% della durata.
Per farti notare da chi scorre i social basta meno di un minuto. Per spiegare cosa fa l’azienda o un prodotto, da uno a cinque: è la misura del video di presentazione sul sito. Oltre i cinque reggono webinar, presentazioni guidate e casi studio, per chi sta già decidendo. La parte importante va comunque nella prima metà (Wistia).
- Il sito. In home o nella pagina chi siamo, in orizzontale.
- LinkedIn. Sulla pagina dell’azienda e sui profili di chi ci lavora. Accetta video fino a 15 minuti, verticali e orizzontali, con il file dei sottotitoli (LinkedIn). Per il feed prepara una versione sotto il minuto, verticale, con le didascalie.
- YouTube. La versione intera, in orizzontale, da linkare ovunque. Un taglio verticale o quadrato fino a tre minuti si carica come Short (YouTube).
- Email e presentazioni. Il link al video nella mail dopo una visita o una fiera, o nella presentazione ai clienti.
- La fiera. Il loop muto che ho descritto sopra.
Se i formati li decidi all’inizio, li ricavi tutti dallo stesso materiale.
Quanto costa, e quanto tempo ci vuole?
Nella guida ai prezzi di Cronoshare, aggiornata a gennaio 2026, un video aziendale costa in media fra 350 e 1.000 euro, e a seconda dei servizi supera i 3.000. Un video da uno a due minuti parte da 500 euro. Uno con due giornate di riprese, interviste, storyboard, grafiche e musica parte da 1.600. Per averlo finito servono di solito da due a tre settimane (Cronoshare).
La cifra la spostano le giornate di riprese, la voce fuori campo, la musica (di libreria o scritta apposta) e l’urgenza. Girare nel fine settimana o di notte costa di più. Le voci una per una, e cosa controllare prima di confrontare due preventivi, sono nella guida su quanto costa un videomaker.
Prima di scegliere a chi affidarlo, guarda fino in fondo due o tre video che quel fornitore ha già fatto per aziende come la tua.
Come si lavora, passo per passo?
In ogni passaggio c’è qualcosa che tocca a te.
- Il brief. Porti le risposte della lista in fondo alla pagina, e il fornitore le trasforma in una proposta.
- La traccia. Il testo e le scene, scritti prima di girare o montare. Chiedi due proposte e scegli tu: correggere un foglio costa meno che rifare il montaggio.
- Il materiale. Le riprese in azienda, oppure quello che hai già: foto, video vecchi, disegni 3D delle macchine. Le grafiche animate e le scene generate con l’AI coprono quello che manca.
- Il montaggio. Guardi la prima versione e chiedi le correzioni. Quanti giri di revisione hai lo scrivi nel preventivo.
- La consegna. I formati concordati, i file che restano a te e la licenza della musica per i posti dove andrà il video.
Se hai una fiera, conta all’indietro dalla data. Alle settimane di lavoro aggiungi il tempo per radunare chi deve parlare e per far approvare la traccia in azienda.
Nei video aziendali scrivo io la traccia, disegno lo storyboard, monto e animo, voce e musica comprese. Posso partire anche solo dal materiale che hai già.
Cosa preparare prima di cominciare?
- Dove andrà il video, e in quali formati: orizzontale o verticale, con o senza audio.
- Chi parla, se qualcuno parla, e chi approva la traccia.
- La data entro cui ti serve, e il budget, anche solo come fascia.
- Il materiale che hai già. Loghi e schede tecniche, foto, video vecchi, disegni 3D.
- Se si gira in azienda, le macchine accese e i reparti in ordine quel giorno, e i permessi per le zone dove si riprende.



