Marketing
Come pubblicizzare la propria attività spendendo poco
Michele Caddeo · ·
Parti da chi ti cerca già, con la scheda su Google, le recensioni e una pagina che dice cosa fai e dove. Poi fatti vedere con la vetrina e i social. Gli annunci vengono per ultimi, su una zona stretta e con un budget che decidi tu, e li tieni solo se ti portano clienti.
In breve
- Bing Places e Apple Business sono gratis come la scheda Google, e Bing la copia da lì.
- Per le recensioni Google ti dà un link e un codice QR, e vieta di offrire qualcosa in cambio.
- Su Google Ads 5 euro al giorno diventano al massimo 152 euro in un mese.
- Un’insegna fino a 5 metri quadrati e il nome sul furgone dell’impresa non pagano il canone al Comune.
- Segna come ti ha trovato ogni cliente nuovo: dopo un mese o due sai quale canale tenere.
Nel 2025 il 60,01% degli italiani fra 16 e 74 anni ha cercato su internet informazioni su prodotti e servizi (Eurostat). Per questo il primo passo è su internet, dove farti trovare non costa niente.
Da dove parto, se ho poco budget?
Con qualche centinaio di euro al mese, io seguirei quest’ordine.
- La scheda su Google. Ti mette sulla mappa quando qualcuno cerca il tuo servizio vicino a te. Come aprirla lo spiego nella guida sulla scheda Google My Business.
- La stessa scheda su Bing e su Apple. Bing Places è gratis e la importa da Google (Bing). Apple Business è gratis da aprile 2026 e ti porta su Apple Maps, con foto e orari (Apple).
- Le prime recensioni. Le chiedi ai clienti, uno per uno.
- I clienti che hai già. Con WhatsApp Business, che è gratis (WhatsApp), ricordi gli appuntamenti e avvisi delle novità chi ti ha chiesto di essere avvisato.
- Una pagina tua. Chi clicca sulla scheda o su un annuncio deve arrivare in un posto che dice cosa fai, dove e come prenotare. Spesso basta un sito vetrina di poche pagine.
- Insegna, vetrina e social. Qui paghi la stampa e ci metti il tempo.
- Gli annunci, solo adesso, su una zona stretta intorno a te.
- Il controllo, dopo un mese o due: tieni quello che ha portato clienti e spegni il resto.
Come si chiedono le recensioni?
A voce, subito dopo il lavoro, e poi con un link. Dalla scheda Google crei un link e un codice QR con cui il cliente lascia la recensione (Google).
Stampa il QR sul banco o sul biglietto da visita. Il link mandalo su WhatsApp la sera stessa, quando il cliente si ricorda ancora com’è andata. Per esempio: “Grazie della visita di oggi. Mi lasci due righe su Google su com’è andata? Ecco il link.”
Chiedila a tutti, anche a chi ti sembra meno contento. Le norme di Google Maps vietano di cercare solo le recensioni positive, e di dare sconti, omaggi o soldi in cambio (norme di Google). Scrivere recensioni false, o farle scrivere da altri, per il Codice del consumo è una pratica commerciale ingannevole (articolo 23, lettera bb-quater).
Poi rispondi a ognuna, anche alle negative. La risposta la leggono i clienti che arrivano dopo, ed è pubblicità anche quella. Come rispondere bene lo trovi nella guida sulla scheda Google.
Insegna e vetrina pagano il canone?
Spesso no. Dal 2021 il canone unico ha preso il posto dell’imposta comunale sulla pubblicità, e lo paghi al Comune per insegne, cartelli e altri mezzi pubblicitari (legge 160/2019, comma 816). Il comma 833 però ne esenta tre cose che interessano a chi lavora in zona.
- L’insegna sulla sede, fino a 5 metri quadrati in tutto (lettera l).
- Marchio, nome e indirizzo sul furgone o sull’auto dell’impresa (lettera n).
- Cartelli e adesivi in vetrina sulla tua attività, fino a mezzo metro quadrato per vetrina o ingresso (lettera q).
L’esenzione riguarda solo il canone, e l’insegna va comunque autorizzata dal Comune. Prima di scegliere colori e caratteri, prova a leggere il nome dal marciapiede di fronte.

Quanto costa pubblicizzare un’attività?
Quanto decidi tu. Su Google Ads non c’è un prezzo fisso: il budget lo scegli tu, e negli annunci sulla ricerca paghi per ogni clic (Google).
Il budget è una media al giorno. In un giorno Google può spendere fino al doppio, ma in un mese non supera 30,4 volte la cifra giornaliera (guida di Google Ads). Con 5 euro al giorno metti in conto al massimo 152 euro al mese, con 10 euro al massimo 304.
Quanti clic compri dipende dal prezzo del clic. Sale se nella tua zona tanti fanno annunci per le stesse ricerche, e scende se l’annuncio e la pagina rispondono bene a chi cerca (Google). Te lo stima lo strumento di pianificazione delle parole chiave, nel menu Strumenti di Google Ads. Scrivi il servizio e il paese, e vedi quanto costa in media far comparire l’annuncio (guida di Google Ads). Per usarlo devi completare l’account con i dati di fatturazione.
Se la stima è di 1 euro a clic, con 5 euro al giorno compri circa cinque clic al giorno.
Su Facebook e Instagram, Meta consiglia di partire con almeno 5 dollari di budget e di tenere l’inserzione accesa almeno sei giorni (Meta).
Su tutte e due le piattaforme puoi mostrare l’annuncio solo in un raggio intorno al negozio. Impostalo per primo, così il budget va a chi può venire da te.
Quando non conviene. Se la scheda ha due recensioni, o la pagina non spiega il servizio e la zona, il clic lo paghi e il cliente va da un altro. Prima sistema quelle, poi accendi gli annunci.
Sui social, cosa pubblico se non pago?
Sempre lo stesso formato, nello stesso giorno. Su sei mesi, chi aveva pubblicato in almeno 20 settimane su 26 ha avuto più di cinque volte le interazioni per post di chi si era fermato a quattro o meno (Buffer, 2025).
Decidi una volta dove vanno la foto e il dato che interessa a chi legge, come il prezzo del menu del giorno o la data del prossimo corso. Poi fissa un giorno e un’ora. Da lì cambi solo la foto e i dati, e non devi più chiederti cosa pubblicare oggi.
Volantini, giornale del paese, eventi: servono ancora?
Sì, quando hanno un motivo preciso e una zona stretta. Ecco cosa costano e quando li userei.
- Le attività vicine. Il parrucchiere e il centro estetico della stessa via si mandano i clienti, e l’elettricista lascia i suoi biglietti al negozio che vende le lampade. Non costa niente.
- Il giornale e i siti di notizie della zona. Un’apertura o un corso aperto a tutti sono notizie. Manda dieci righe con chi, cosa, quando e dove, e una foto. Lo spazio a pagamento ha un listino: chiedilo prima.
- Mercati, sagre ed eventi del paese. Costano un banco e una giornata. Convengono se il tuo lavoro si può provare o assaggiare sul posto.
- I volantini. Costano stampa e distribuzione. Li userei con un’offerta che scade, in poche vie intorno a te. Senza un motivo per chiamare finiscono nel bidone.
- Gli influencer della zona. Hanno senso se il tuo lavoro si vede bene in foto, come un taglio o un piatto. Prima del prezzo, chiedi quanti dei loro follower abitano vicino a te.
- Radio e cartelloni. Costano di più e non ti dicono chi è arrivato grazie a loro. Lasciali a quando sai quale messaggio funziona.
Come capisco se la pubblicità funziona?
Chiedi a ogni cliente nuovo come ti ha conosciuto, e scrivilo. Basta una parola sull’agenda: Google, Instagram, volantino, passaparola.
Nella scheda Google, alla voce Rendimento, vedi quante volte ti hanno chiamato dal pulsante, quante hanno chiesto le indicazioni per arrivare e con quali parole ti hanno trovato (Google).
Sul volantino o nel post metti un’offerta che vale solo lì. Chi la nomina ti dice da dove arriva.
Dopo un mese o due fai i conti. Il canale che non ha portato nessuno lo spegni, e i suoi soldi li sposti su quello che ti ha portato clienti.
Cosa scrivere per attirare clienti?
Il servizio con le parole di chi lo cerca, il paese, e un motivo per scegliere te proprio adesso. Le parole giuste le trovi nelle recensioni e nelle telefonate dei clienti.
Negli annunci di Google lo spazio è poco: i titoli stanno in 30 caratteri, le descrizioni in 90 (guida di Google Ads). Due esempi inventati, per due mestieri diversi.
- Centro estetico. Titolo: “Pulizia del viso a Thiene”. Descrizione: “Aperto anche il martedì fino alle 21. Prenoti su WhatsApp e scegli tu l’ora.”
- Idraulico. Titolo: “Idraulico a Schio anche sabato”. Descrizione: “Perdite e scarichi intasati. Ti dico il prezzo al telefono, prima di venire.”
Lo faccio da solo o pago qualcuno?
Con qualche centinaio di euro al mese, da solo: questa lista chiede soprattutto costanza. Conviene affidare il lavoro quando il tempo che ci metti lo togli ai clienti, o quando gli annunci spendono e il telefono non suona.
Chi lo segue per te lo paghi a ore, a progetto o con un canone al mese. Cosa chiedergli prima di firmare lo trovi nella guida sul consulente marketing.
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